domenica 25 marzo 2012

LA SCUOLA NEL 2020...

 

Immaginate....
La scuola del 2020...le cose che saranno obsolete...


Sul sito dell'ADI, curato da Silvia Faggioli, una interessante rassegna di tendenze innovative per il 2012 ed una, forse troppo ottimistica, previsione per il 2020; tutte le cose che saranno obsolete all'interno dell'organizzazione e dell'attività didattica...(ma il 2020 sta galoppando e il cambiamento sembra incontrare molti ostacoli)
Allora proviamo insieme all'autrice ad immaginare questi cambiamenti:


1.    Scompariranno i BANCHI ....disposti in file e rivolti rigidamente verso la cattedra...la Rete richiederà una organizzazione flessibile e dinamica...

2.   Scompariranno i LABORATORI DI LINGUE E ...
  
3.    I LABORATORI INFORMATICI. Ci si dovrà liberare in fretta di quegli ingombranti laboratori informatici installati in varie scuole dove si lavora individualmente davanti alla macchina.... Gli strumenti saranno mobili, leggeri, multi funzionali, all in one...e serviranno a scrivere, leggere, giocare, documentare, creare, ricercare...

4.  Via i COMPITI A CASA tradizionalmente intesi come entità separate dal lavoro scolastico: l'ambiente di apprendimento includerà il lavoro ovunque, in classe, come a casa o in altri ambienti... grazie alla interattività e alla mobilità di servizi e strumenti...

5.   Non avrà più senso L'ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA PER CLASSI DI ETA'...i gruppi di lavoro saranno costituiti per interesse  e per lavoro intorno a un problema...

6. Si ridurrà progressivamente l'USO DELLA CARTA E I LIBRI passeranno gradualmente al formato digitale...

7.   Si riorganizzerà l'AGGIORNAMENTO DEGLI INSEGNANTI, che si costituiranno in comunità di pratica e troveranno in rete gli approfondimenti, in collegamento costante con le università che diventeranno centri di formazione continua....

8.   e saranno i genitori a chiedere la SOSTITUZIONE DEGLI INCONTRI POMERIDIANI E SERALI con scambi e discussioni attraverso le risorse della Rete...nelle ore più adatte a conciliare lavoro, famiglia, approfondimenti...esigenze varie...



Ma  forse tutto era già stato detto... a partire dalla pedagogia montessoriana... che ne pensate?


martedì 21 febbraio 2012

ARIA DI CARNEVALE


Eccoli, i nostri bambini vivere anche quest'anno la magia del Carnevale, che vuol dire travestimento, ma anche allegria, gioco, condivisione...




Così il giovedì grasso ha visto la nostra scuola animarsi oltre misura (è davvero possibile?...) e sfrecciare frotte di fate, maghi principesse, mostri, animali strani e damine...   





ED UNO SPLENDIDO GATTO!!!
dove avrà lasciato gli stivali???

sabato 18 febbraio 2012

SINERGIE





Ecco bambini che lavorano insieme, per raggiungere un obiettivo: scrivere una storia, oppure capire le regole dell’ortografia, realizzare una maschera…







Stanno imparando insieme, mettendo in comune conoscenze e competenze, che si arricchiscono via, via di nuovi elementi.
Si tratta insomma di un vero e proprio apprendimento che avviene, per ogni bambino, in modo adatto al proprio ritmo di sviluppo.
Sviluppo che considera non solo le conoscenze e le competenze già maturate, non solo il livello presente, ma anche l'area di sviluppo prossimo.


mercoledì 1 febbraio 2012

Parlando ancora di Presepio


Il Presepio della Scuola Marconi ha vinto il 2° Premio del concorso dei più bei Presepi, indetto dal Comune di Conegliano.







Già da qualche anno alla scuola primaria G.Marconi le insegnanti hanno l’abitudine, per il periodo Natalizio, di far partecipare tutti gli alunni della scuola all’allestimento del presepio con l’utilizzo di materiale povero e riciclabile.
E’ davvero magico come tutti insieme, possiamo stare bene, divertirci per la realizzazione  di un simbolo ancora tanto importante, al quale ogni alunno, cristiano e non, partecipa con inconfondibile entusiasmo.
Il presepio è proposto quest’anno con  tappi di bottiglia che la fantasia creativa dei bambini ha trasformato, dando corpo ai personaggi caratteristici. Un esempio di come la fantasia possa realmente trasfigurare la realtà più povera.

La disposizione scenica, del tutto particolare, con la natività (Maria, Giuseppe e Bambino) posti in alto e una scala che sale verso di essa, evoca il sogno che un antico profeta di Israele, di nome Isaia fece.
L’antico veggente ha visto, in un giorno lontano, il pellegrinaggio di tutti i popoli, rappacificati tra loro a Gerusalemme, la «città della pace».

Questo sogno si realizza in un Dio che si fa bambino, perché chi ha paura di un neonato? Nessuno!
Allora nessuno deve temere questo Dio Bambino che con le sue braccine aperte accoglie tutti: belli e brutti, bianchi, gialli e neri, giovani e anziani.

A noi la scelta di salire quella scala che porta al cielo!






venerdì 27 gennaio 2012

Nuovi PC al Comprensivo 1

Grazie all'interessamento del dott. Livio Dal Cin, dirigente dell'ULSS 7 e genitore di un'alunna di 2^ A, alla scuola Marconi sono state consegnate 9 postazioni complete di PC, che il Servizio per l'Informatica dell'Ospedale ha dismesso, per sostituirle con modelli più rispondenti alle loro necessità.
Due di queste verranno consegnate alla scuola Pascoli e due alla scuola di Campolongo, in modo da rendere sempre più complete le dotazioni informatiche di ogni plesso.
Speriamo che a breve venga installata anche la LIM, la Lavagna Interattiva Multimediale, che è stata richiesta lo scorso anno e che è stata assegnata anche alla nostra scuola.
E' importante che le famiglie comprendano l'importanza dell'utilizzo frequente di queste tecnologie, che fanno parte della nostra quotidianità e che la scuola deve considerare un valido strumento  per l'insegnamento.

A questo proposito inserisco integralmente l'articolo pubblicato il 19/11/2011 dal Corriere.it-Salute, per la sua fotografia molto reale della scuola e della famiglia italiana e inoltre per l'importanza e la necessità delle proposte avanzate.
Da leggere e condividere...
Una grande indagine europea condotta in 25 Paesi nell’ambito del Safer Internet Programme della Commissione Europea ha rilevato che i bambini e gli adolescenti italiani hanno minori competenze digitali rispetto ai loro coetanei europei; che l’accesso a Internet dalle scuole italiane è il più basso in Europa (62% media europea contro 49% italiana) così come il coinvolgimento degli insegnanti nelle attività on-line (65% contro la media europea del 73%). L’indagine ha rilevato altresì che i bambini cominciano a usare internet sempre prima, spesso senza la supervisione di un adulto, il che rende proprio i più piccoli i soggetti più vulnerabili ai rischi della rete (come contatti con sconosciuti, bullismo, pornografia). Infine, i genitori italiani, più degli altri censiti dalla ricerca, appaiono poco consapevoli dei rischi che i loro figli possono correre sul web.
Politiche orientate soltanto a limitare l’esposizione ai rischi online sono dannose perché rischiano di acuire il divario digitale, cioè lo svantaggio culturale e sociale creato dalle ridotte capacità, o possibilità, di utilizzazione delle tecnologie dell’informazione. Occorre invece promuovere usi positivi della rete, fornire ai ragazzi le conoscenze e gli strumenti necessari per affrontare i rischi. Occorre una “mediazione sociale” nell’uso del Web. La media education deve diventare una priorità dei percorsi formativi della scuola italiana.
Partendo da queste premesse la Società Italiana di Pediatria, da sempre attenta non solo alla salute, ma anche alle tematiche sociali dell’infanzia e dell’adolescenza, si fa promotrice di un “Manifesto” volto a unire tutti i soggetti che ruotano attorno al mondo del bambino e dell’adolescente verso un uso responsabile e consapevole del Web che massimizzi le opportunità e minimizzi i rischi, a cominciare dalla scuola.
Quest’ultima deve rappresentare il contesto primario per trasformare le pratiche digitali dei bambini e degli adolescenti, ancora troppo svantaggiati rispetto agli altri Paese europei, in competenze con valenza cognitiva e significato culturale. Tale approccio dovrebbe essere perseguito nell’ottica di ridurre il divario digitale, di prepararli ad un futuro personale e professionale, e di ridurre i rischi associati all’uso del web. L’applicazione delle tecnologie digitali ai processi educativi potrebbe infatti permettere un significativo potenziamento delle capacità degli studenti, un forte stimolo alla curiosità intellettuale, e un’aumentata capacità verso la collaborazione e il lavoro di gruppo. La scuola rappresenta inoltre anche il luogo nel quale i genitori possono avere quel supporto conoscitivo necessario svolgere pienamente il proprio ruolo nell’era dell’informazione e dell’intrattenimento digitali.

LE PROPOSTE CONCRETE1 Rendere la Banda Larga disponibile dovunque Il tasso di penetrazione della banda larga in Italia era nel 2010 del 21.3% della popolazione, contro il 38.2 della Danimarca e una media di 25.7 dei 27 Paesi della UE. Migliorare le infrastrutture per facilitare l’accesso ad Internet nelle scuole ed in qualunque luogo di convivenza sociale è indispensabile per sfruttare appieno il potenziale della rete da parte di tutti i cittadini, ed in particolare dei giovani. Inoltre è necessario ridurre il divario che ancora
2 Una Lavagna Interattiva Multimediale per ogni classe
Grazie a un progetto annunciato dal Governo Italiano nel 2008 sono state diffuse circa 35 mila LIM in tutta Italia per un totale di 770 mila studenti, pari a una media di soltanto 1 LIM per ogni scuola. La lavagna interattiva multimediale consente di incrementare la qualità comunicativa dell’insegnamento e dell’apprendimento ed appare una tecnologia di mediazione didattica convincente e sostenibile. I piani di diffusione svolti e in atto nella scuola pubblica sono però ancora molto lontani e non hanno ancora garantito una sua presenza in ogni aula di lezione e in ogni laboratorio. Gli investimenti devono andare in questa direzione.
3 Integrare i materiali didattici con gli E-BOOK I dispositivi per la lettura di libri elettronici (eBook reader) e alcuni Tablet hanno ormai prezzi abbastanza accessibili. L’uso di materiali didattici su supporto digitale comporta una riduzione del peso dei materiali, una dimensione ipermediale dei materiali proposti, un accesso dinamico alla rete e un facile aggiornamento ed integrazione dei contenuti. Per investire in questa direzione è necessario però un coordinamento tra MIUR, case editrici, università e centri di ricerca che realizzi modelli convincenti di libri di testo elettronico. L’uso degli e-book non va inteso come completamente sostitutivo del libro stampato. Pur considerando utile conservare, almeno nella fascia 3-13 anni, l’uso del libro stampato, l’introduzione degli e-book nella scuola permetterebbe di evitare il fenomeno “usa e getta” tipico dei libri di testo tradizionali.
4 Computer, prima lo usi meglio è Oggi l’età media di utilizzo di Internet in Europa è 7 anni, contro i 10 anni dell’Italia. Un uso precoce della tecnologia orientato a scoprirne e utilizzarne le valenze cognitive e culturali consentirebbe di incrementare lo sfruttamento delle sue potenzialità e di concepire l’uso del computer e del web alla pari di quello di qualunque altro strumento utilizzato durante i processi educativi. Un uso precoce ma finalizzato in modo esplicito a fini formativi e mediato e tutelato da figure adulte, permetterebbe anche una riduzione dei rischi potenziali e l’induzione ad un uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte di tutta la famiglia, come attività sia educativa sia di intrattenimento condiviso. Ciò avrebbe anche lo scopo di proteggere maggiormente i bambini più piccoli, che oggi appaiono i più vulnerabili ai rischi della rete, perché usano internet per un numero limitato di attività e acquisiscono minore consapevolezza. La SIP chiede quindi un maggior uso del computer sin dalle prime classi elementari.
5 Genitori e insegnanti sui banchi di scuola Promuovere la formazione degli insegnanti in modo da consentire loro di valorizzare e guidare l’esperienza dei ragazzi nel campo delle tecnologie dell’informazione. L’obiettivo a cui tendere è quello di considerare l’uso di strumenti tecnologici associati al web non come una materia in più ma come un normale strumento di uso quotidiano anche nell’attività didattica. Vanno concepite iniziative che costruiscano competenze d’uso degli strumenti comunicativi in chiave culturale e intellettuale, che mettano gli insegnanti nelle condizioni di valorizzare e potenziare tutte quelle Best Practices che si siano rivelate didatticamente produttive.